C'è una buona notizia la tintarella
artificiale non è da demonizzare come da più parti accade in questo periodo. Ok noi di Luppi Wellness lo diciamo da sempre che basta essere consapevoli di quello che si sta facendo e utilizzare le dovute
cautele, che è come prendere il sole in spiaggia quando fuori piove o nevica: i raggi Uv sono gli stessi e non
fanno male di per sé. Quello che cambia è però la dose, molto maggiore in
solarium che in riva al mare.
Ma ora ce lo confermano anche i medici, alleluja! Dopo la condanna indiscriminata dell OMS un paio di anni fa, finalmente qualcuno dice come stanno nello specifico le cose. La parola all'esperto.
Natale Cascinelli, medico chirurgo
specializzato nello studio dei melanomi, non ha dubbi: "quello che conta sono i
tempi di esposizione: la qualità dei raggi Uv artificiali e naturali non cambia.
Il problema delle lampade abbronzanti sta semmai nel fatto che alcuni centri
abbronzatura propongono macchinari non regolamentati i cui raggi Uv
possono arrivare a quantità anche 9 volte superiori a quelle contenute nella
luce solare dell'Equatore a mezzogiorno. Basterebbe selezionare meglio i centri
preferibilmente con competenze nel campo della pelle."
Come Luppi Wellness che è specialista nelle pelle sensibili e dispone di certificazione che rispetta la vigente normativa europea 0,3wm2!
Il medico ricorda poi che la tintarella non
ha solo una funzione estetica: dai raggi Uv ricaviamo il 90% della vitamina D
circolante nel nostro organismo, una sostanza che importanti effetti benefici
sull'organismo e che agisce su 4 mila geni e ha un importante ruolo
anti-cancro.
A suffragio del parere del Dott. Cascinelli arriva anche la scienziata norvegese Alina Carmen
Porojnicu del Norwegian Radium Hospital che spiega:
"Una ricerca Usa calcola
che, incrementando di una piccola quantità l'apporto di vitamina D, si riduce
del 17% l'incidenza e del 29% la mortalità per tumore. Per produrne una dose
minima bastano 15 minuti sotto il sole italiano in estate. Sarebbe come bersi
250 millilitri di olio di fegato di merluzzo, o bere 5 litri di latte e
consumare 100 uova senza gli effetti collaterali dell'abbuffata". Anche i
lettini solari, prosegue Porojnicu, possono contribuire a raggiungere la quota
ottimale di vitamina D.
"Con un nostro studio abbiamo dimostrato che per
toccare i livelli estivi di vitamina D basta fare una lampada (di 5-12 minuti)
due volte a settimana per 5 settimane.
Noi le consigliamo anche agli anziani che
prendono pochissimo sole e a chi ha problemi alle ossa".

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